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Commedia dell'Arte: The Masks of Antonio Fava
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Pulcinella "tiepolano"

Descrizione

Grande maschera della Commedia dell’Arte, Pulcinella – pulcino, pollastrello – costituisce la più importante versione meridionale dello Zanni. Pulcinella oltre ad essere, sin dal suo apparire nei primi anni del Seicento; un grande protagonista della scenica comica, è anche il più importante punto di riferimento per osservare e capire il processo di sopravvivenza storica dell’Improvvisa. Mentre la Commedia strutturata scompare, di botto, dopo o per colpa della Rivoluzione Francese, vittima dell’odio verso i re ed i loro protetti – quindi anche verso i comici ed i loro teatro delle maschere – a Napoli ed in varie altre parte dell’Italia meridionale, specialmente in Calabria, Pulcinella resiste; e resiste proprio perché si mette a litigare su temi politici: sta con chi vince. Se Pulcinella farà una brutta fine da una parte, trionferà dall’altra. Poi entra, unica maschere, nella commedia borghese dell’Ottocento e lí, al calduccio, continua ad esistere, maschera solitaria, privata dei grandi slanci del passato, ridotta – salvo grandi eccezioni, come Antonio Petito – a personaggetto battutaro.

Ma la grande Maschera trova sfogo nella festa. In Calabria, la tradizione pulcinellesca e decisamente più libera e articolata: ogni festa ha il suo Pulcinella, che agisce come solista attore, narratore, cantastorie, intrattenitore, funambolo, prestidigitatore, giocoliere, ma che è anche una sorta di regista della festa. Oggi Pulcinella ha tante, forse troppa storia per essere definito in un solo modo: è pirandellianamente, uno nessuno e centomila. Ma chiunque sia, è il simbolo comico della più urgente emergenza, della sopravvivenza pura e schietta. Per questo lui è tutti: da solo non ce la farebbe.